Nazarè, the biggest wawes in the world
Portugal, the Atlantic coast, about 150 kilometers north of Lisbon, Praia do Norte, the bay of Nazarè is home to the largest waves in the world due to a particular and unique submarine conformation.
This bay is precisely the end point of an underwater canyon which is considered the longest in Europe 230 kilometers and 3 deep that culminates one kilometer from the beach, right in front of the lighthouse, today an amphitheater of this incredible spectacle that has not a fixed appointment but in the period from October to March can generate giant waves over 25 meters high.
Nazarè, a town that takes its name from the statue of a wooden virgin brought to Portugal from Nazareth by a monk in the fourth century. Until 2011 it was known only for its large fishing boats, but then the Hawaiian surfer Garrett McNamara for the first time decided to surf the giant waves of Nazarè by setting the record of 23.77 meters. From that moment Nazarè has turned into mania for surfers and surf fans from all over the world that started rushing to the Portuguese town to attend this unique world show. The current record is that of the Brazilian surfer Rodrigo Koxa, an 80-foot wave, corresponding to 24.38 meters.
Epic day
On 17 February 2020, was considered an epic day by experts in the sector, with waves exceeding twenty five meters and wind conditions not suitable because of its strength. Despite this surfers were there and surfed the incredible waves of Praia do Norte giving spectators a unique and unforgettable show.

Gianfranco Micioni, conosciuto localmente come “Attila”, è una delle principali voci contrarie al progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera a Isola Sacra. Sulla terrazza del suo tradizionale capanno da pesca, conosciuto come *bilancione*, ribadisce la sua determinazione a rimanere nel luogo che considera casa da decenni. «Me ne andrò da qui solo quando sarò morto», afferma, esprimendo il profondo legame che molti residenti hanno con lo storico lungomare e con il loro stile

Gianfranco Micioni, conosciuto localmente come “Attila”, è una delle principali voci contrarie al progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera a Isola Sacra. Sulla terrazza del suo tradizionale capanno da pesca, conosciuto come *bilancione*, ribadisce la sua determinazione a rimanere nel luogo che considera casa da decenni. «Me ne andrò da qui solo quando sarò morto», afferma, esprimendo il profondo legame che molti residenti hanno con lo storico lungomare e con il loro stile

La benna di un escavatore incombe sul faro sullo sfondo del piccolo porto di Isola Sacra, richiamando visivamente la trasformazione che potrebbe interessare questo storico tratto di costa nell’ambito dei progetti di riqualificazione previsti.

I tradizionali bilancioni, da tempo considerati simboli del lungomare di Isola Sacra e della sua tradizione legata alla pesca, sono oggi completamente circondati dalla sabbia. Un tempo direttamente affacciate sull’acqua, queste caratteristiche strutture testimoniano la progressiva trasformazione della linea di costa avvenuta nel corso degli anni

“Costa Nostra, Royal Caribbean Go Home” si legge su una scritta dipinta su un piccolo muro accanto a uno degli storici bilancioni, le tradizionali strutture da pesca divenute simbolo di questo tratto di costa e oggi parzialmente sommerse dalla sabbia. Sopra sventola una bandiera “No Porto”, espressione dell’opposizione di una parte dei residenti locali al progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera.

Una nave cisterna è visibile oltre la piccola imbarcazione. I critici del progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera indicano anche la presenza del condotto sottomarino per il carburante che serve l’aeroporto internazionale di Fiumicino come una possibile criticità. Secondo gli oppositori, la condotta attraversa parte del fondale dell’area e potrebbe rappresentare un vincolo per l’ancoraggio e le manovre delle grandi navi da crociera.

Alcuni pescatori si trovano lungo la costa rocciosa di Isola Sacra mentre, sullo sfondo, grandi yacht restano ancorati al largo. A causa dei bassi fondali del porto e della presenza di sabbia, le imbarcazioni di maggiori dimensioni spesso non riescono a entrare e devono rimanere a distanza dalla costa.

Renato Barucca, ex costruttore di imbarcazioni ed ex dipendente Alitalia, trascorre gran parte della sua pensione a bordo della barca in legno che ha costruito con le proprie mani. Residente da sempre a Isola Sacra e voce rispettata della comunità locale, è profondamente preoccupato per il futuro del piccolo porto. Oltre all’impatto sulla comunità, mette in dubbio la fattibilità del progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera, sostenendo che il fondale naturalmente sabbioso

Gianfranco Micioni, conosciuto localmente come “Attila”, è una delle principali voci contrarie al progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera a Isola Sacra. Sulla terrazza del suo tradizionale capanno da pesca, conosciuto come *bilancione*, ribadisce la sua determinazione a rimanere nel luogo che considera casa da decenni. «Me ne andrò da qui solo quando sarò morto», afferma, esprimendo il profondo legame che molti residenti hanno con lo storico lungomare e con il loro stile

Gianfranco Micioni, conosciuto localmente come “Attila”, è una delle principali voci contrarie al progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera a Isola Sacra. Sulla terrazza del suo tradizionale capanno da pesca, conosciuto come *bilancione*, ribadisce la sua determinazione a rimanere nel luogo che considera casa da decenni. «Me ne andrò da qui solo quando sarò morto», afferma, esprimendo il profondo legame che molti residenti hanno con lo storico lungomare e con il loro stile


Le preoccupazioni ambientali hanno un ruolo importante nel dibattito sul progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera. A differenza del porto di Civitavecchia, situato a pochi chilometri in linea d’aria, i residenti descrivono Isola Sacra come un’area in cui l’aria rimane relativamente pulita e non interessata dalle emissioni associate alle grandi navi da crociera. Molti degli intervistati temono che l’aumento del traffico marittimo possa alterare l’equilibrio ambientale dell

Il corridoio di volo utilizzato dagli aerei in arrivo e in partenza dal vicino aeroporto internazionale di Fiumicino viene indicato dai critici come un’altra possibile criticità per il progetto del porto crocieristico. Secondo gli oppositori, l’altezza delle grandi navi da crociera potrebbe superare i limiti ritenuti compatibili con le traiettorie degli aeromobili, in un’area in cui gli aerei decollano e atterrano continuamente a breve distanza dal porto.

Renato Barucca, ex costruttore di imbarcazioni ed ex dipendente Alitalia, indica su una mappa le modifiche previste dal nuovo progetto di sviluppo dell’area portuale di Isola Sacra. Residente di lunga data, è tra coloro che esprimono preoccupazione per l’impatto che il progetto potrebbe avere sullo storico lungomare e sulla comunità locale.

Donato Gemito, proprietario e gestore del piccolo porto di Isola Sacra, si esprime a favore del progetto per la realizzazione di un approdo per navi da crociera, che considera una possibile opportunità per i residenti e per la futura crescita economica dell’area. Allo stesso tempo, dalle sue parole emerge un profondo legame emotivo con lo storico porto e con questo tratto di costa, che da sempre contribuisce a definire l’identità della comunità locale.

Seduto immobile su un’altalena sotto un tradizionale bilancione e con lo sguardo rivolto verso il mare, Enrico Di Valerio riflette su un luogo che ha segnato gran parte della sua infanzia. Come molti giovani del posto, veniva qui a nuotare e a tuffarsi quando l’acqua arrivava fino alle strutture. «Era bellissimo quando qui c’era l’acqua. Abbiamo vissuto emozioni intense; oggi restano solo bei ricordi», racconta, ricordando un tratto di costa profondamente cambiato nel corso degli anni.

Seduto immobile su un’altalena sotto un tradizionale bilancione e con lo sguardo rivolto verso il mare, Enrico Di Valerio riflette su un luogo che ha segnato gran parte della sua infanzia. Come molti giovani del posto, veniva qui a nuotare e a tuffarsi quando l’acqua arrivava fino alle strutture. «Era bellissimo quando qui c’era l’acqua. Abbiamo vissuto emozioni intense; oggi restano solo bei ricordi», racconta, ricordando un tratto di costa profondamente cambiato nel corso degli anni.
Portugal, the Atlantic coast, about 150 kilometers north of Lisbon, Praia do Norte, the bay of Nazarè is home to the largest waves in the world due to a particular and unique submarine conformation.
This bay is precisely the end point of an underwater canyon which is considered the longest in Europe 230 kilometers and 3 deep that culminates one kilometer from the beach, right in front of the lighthouse, today an amphitheater of this incredible spectacle that has not a fixed appointment but in the period from October to March can generate giant waves over 25 meters high.
Nazarè, a town that takes its name from the statue of a wooden virgin brought to Portugal from Nazareth by a monk in the fourth century. Until 2011 it was known only for its large fishing boats, but then the Hawaiian surfer Garrett McNamara for the first time decided to surf the giant waves of Nazarè by setting the record of 23.77 meters. From that moment Nazarè has turned into mania for surfers and surf fans from all over the world that started rushing to the Portuguese town to attend this unique world show. The current record is that of the Brazilian surfer Rodrigo Koxa, an 80-foot wave, corresponding to 24.38 meters.
Epic day
On 17 February 2020, was considered an epic day by experts in the sector, with waves exceeding twenty five meters and wind conditions not suitable because of its strength. Despite this surfers were there and surfed the incredible waves of Praia do Norte giving spectators a unique and unforgettable show.